INCENTIVI

DETRAZIONI FISCALI PER IMPIANTI FOTOVOLTAICI

Gli impianti fotovoltaici realizzati sul tetto di casa, al pari di qualsiasi altra ristrutturazione edilizia, beneficiano di un’interessante forma di sostegno: le detrazioni fiscali del 50%. Cioè: lo Stato, anzichè darti gli incentivi su tutta l’energia prodotta (come era con le vecchie tariffe incentivanti), ti dà la possibilità, “a conti fatti”, di dimezzare i costi “restituendo” a chi mette il fotovoltaico la metà delle spese sostenute. Attenzione però: la restituzione non avviene con bonifico o con liquidazione monetaria.

La restituzione avviene sotto forma, e per mezzo, di sgravi fiscali ripartiti sui 10 anni successivi all’anno di installazione dell’impianto. Lo sgravio fiscale pari al 50% delle spese rimane in vigore, a seguito di una ulteriore proroga, fino al 31 dicembre 2016. Quali sono le certezze in tema di sgravi fiscali e fotovoltaico? Sono tre:

  1.  le detrazioni al 50% possono riguardare anche le realizzazioni degli impianti fotovoltaici domestici fino a 20 kW di potenza;
  2. lo sgravio vale anche per gli impianti fotovoltaici nei condomini. In questo caso costi e benefici vengono ripartiti in millesimi, se si tratta di impianti al servizio di utenze comuni;
  3.  per gli immobili a prevalente uso abitativo al beneficio delle detrazioni fiscali Irpef si aggiunge il beneficio dell’IVA agevolata al 10% anzichè al 22%.

Esempio 1

Per il classico impianto fotovoltaico domestico da 4 Kw che oggi arriva a costare 6.000 euro “chiavi in mano” + IVA al 10% (prezzi trovati in rete), si può recuperare annualmente dalle dichiarazioni dei redditi dei prossimi 10 anni, 330 euro. Cioè: la restituzione di 3.300 euro (il 50% di 6mila euro+iva) in 10 anni. La “restituzione” di questo importo avviene tramite detrazione fiscale Irpef: una sorta di sconto sulle tasse degli anni successivi. La detrazione si applica in riferimento all’intera fattura, comprensiva di Iva.

Esempio 2

Ipotizziamo di realizzare un impianto fotovoltaico condominiale con una spesa totale di 30.000 euro inclusa IVA al 10% (l’impianto sarà di circa 15-20 Kw di potenza, circa 150-200 metri quadrati di superficie e produzione pari a circa 20-25mila kwh/anno). Posso recuperare col meccanismo delle detrazioni fiscali Irpef 15mila euro in 10 anni. Quindi avrò 1.500 euro/anno di detrazioni fiscali. Ovviamente il requisito fondamentale per beneficiare di questo vantaggio è avere un reddito sufficiente a coprire tali detrazioni: se un anno devo pagare 1.200 euro di Irpef, ed ho diritto a detrarre 1.500 euro, la differenza di 300 euro non può essere messa a credito. Su queste 300 euro perdo quindi il beneficio della detrazione.

I per gli incapienti? Agevolazioni per i soli condomini.

Ovviamente la detrazione è legata al reddito imponibile sul quale si deve pagare l’imposta Irpef. Per usare un termine tecnico: la detrazione fiscale è realmente beneficiabile solo da chi ha sufficiente “capienza di reddito”. Dal 2016, per i soli lavori condominiali effettuati su parti comuni, si introduce la possibilità per i condòmini incapienti (cioè: “che non hanno sufficiente capienza di reddito” per sfruttare la detrazione fiscale) di cedere all’impresa fornitrice la detrazione fiscale, in cambio di uno sconto immediato sui lavori. In questo modo il cliente beneficia subito della detrazione e l’impresa si occupa di sfruttare la detrazione “per conto del cliente” nei successivi 10 anni.

CHI PUÒ ACCEDERE ALLE DETRAZIONI IRPEF DEL 50%

Possono accedere alla detrazione non solo i proprietari degli immobili sui quali vengono realizzati gli impianti, ma anche gli inquilini o i comodatari. La regola generale è: “chi paga, detrae”. Nello specifico:

  • il proprietario o il nudo proprietario
  • il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • l’inquilino o il comodatario
  • i soci di cooperative divise e indivise
  • i soci delle società semplici
  • gli imprenditori individuali, solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.

LE AZIENDE POSSONO SFRUTTARE LE DETRAZIONI FISCALI PER METTERE IL FOTOVOLTAICO SUL TETTO?

No. Aziende, società, attività commerciali non beneficiano di questo tipo di sgravio fiscale per ristrutturazioni e fotovoltaico. Alle aziende, oggi, conviene mettere il fotovoltaico solo sfruttando ‘in proprio’ gran parte della produzione di energia per il proprio fabbisogno. Cioè: alle aziende conviene mettere il fotovoltaico solo nella misura in cui riescono a tagliare in maniera decisiva le bollette elettriche.

A differenza di famiglie e singoli, nessuna politica di riduzione esplicita dei costi è stata intrapresa dal governo per chi vuole mettere il fotovoltaico sul tetto della propria attività produttiva, capannone o altro. In compenso le aziende possono portare il fotovoltaico, se qualificato come bene “mobile”, in ammortamento come bene strumentale all’attività. Dal 2016 le aziende hanno la possibilità di sfruttare il super-ammortamento al 140% inserendo il fotovoltaico tra le spese aziendali deducibili (attenzione: “deduzione” è diverso da“detrazione”). L’impianto, però, deve essere qualificato come bene “mobile” e non bene immobile. Per sapere quando un impianto sia considerato “bene mobile” o “bene immobile” si faccia riferimento alla circolare 36/E (del 19 dicembre 2013) dell’Agenzia Entrate.

COSA FARE PER RICHIEDERE LA DETRAZIONE FISCALE?

Pagare i lavori tramite bonifico bancario o postale in cui devono figurare:
– La causale specifica del pagamento, che fa riferimento al decreto legge relativo alle detrazioni fiscali.

– I dati fiscali del pagante e del ricevente (cioè: l’impresa che effettua i lavori). Nello specifico devono essere indicati: il codice fiscale di chi paga l’impianto fotovoltaico e la partita IVA dell’impresa che effettua i lavori.
Indicare nella dichiarazione dei redditi, oltre a tutti i dati solitamente richiesti, i dati catastali dell’immobile su cui viene realizzato l’impianto fotovoltaico e altra documentazione specifica indicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

DETRAZIONI FISCALI AL 65%

Si potranno ottenere detrazioni dall’Irpef se si effettuano degli interventi per aumentare l’efficienza energetica degli edifici esistenti, ad esempio con la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento, con il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre, comprensive di infissi), con l’installazione di pannelli solari e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

L’Ecobonus del 65% per l’efficienza energetica riguarderà anche l’adeguamento antisismico degli edifici, oltre che alcuni interventi di domotica, come “l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione di acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative, volti ad aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti e a garantire un funzionamento efficiente degli impianti” (comma 88). Sul fronte della mobilità sostenibile, la manovra economica stanzia complessivamente 91 milioni di euro in tre anni (2016-2019) sia per incentivare gli spostamenti e il turismo su due ruote, con la progettazione e realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche e di ciclostazioni, che per la messa in sicurezza della circolazione ciclistica cittadina (comma 640).

Chi ne può beneficiare:

Le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni; i contribuenti che conseguono reddito d’impresa; le associazioni tra professionisti; gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale purché siano soggetti al pagamento dell’Ires (dunque non i Comuni ad esempio). Possono fruire dell’agevolazione anche i titolari di un diritto reale sull’immobile; i condomini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali; gli inquilini; i familiari del possessore. Come detto dal 1° gennaio 2016 sono ammessi anche gli Istituti autonomi per le case popolari.

Per quali immobili:

Gli interventi devono essere eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali (per l’attività d’impresa o professionale). Non sono agevolabili, quindi, le spese effettuate in corso di costruzione. Per alcune tipologie di interventi, inoltre, è necessario che gli edifici presentino specifiche caratteristiche: per esempio, essere già dotati di impianto di riscaldamento (tranne quando si installano pannelli solari termici). Nelle ristrutturazioni per le quali è previsto il frazionamento dell’unità immobiliare, con conseguente aumento del numero delle stesse, il beneficio è compatibile unicamente con la realizzazione di un impianto termico centralizzato a servizio delle suddette unità. Sono detraibili tutte le spese concernenti i lavori, anche quelle di progetto e amministrative.

La documentazione necessaria per la richiesta:

  • Fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute, ricevute dei bonifici di pagamento.
  • L’asseverazione di un tecnico abilitato che attesti la rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti. Per finestre comprensive di infissi, caldaie e pannelli solari questa può essere sostituita da una certificazione fornita dal produttore.
  • L’attestato di certificazione o di qualificazione energetica, tranne che per pannelli solari o sostituzione finestre. La scheda informativa relativa agli interventi realizzati.

Interventi incentivati

  • Riqualificazione globale su edifici esistenti, ossia l’insieme di interventi che facciano conseguire determinati miglioramenti delle prestazioni energetiche: si possono detrarre fino a 100mila euro (cioè il 65% di una spesa di circa 154mila euro).
  • Coibentazione di pareti, soffitti o la sostituzione di finestre e serramenti con altri con particolari prestazioni di isolamento (fino a 60mila euro di detrazione fiscale);
  • Installazioni di pannelli solari termici (fino a 60mila euro);
  • Sostituzione della caldaia con un modello a condensazione (fino a 30mila euro);
  • Installazione di pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia (fino a 30 mila euro);
  • Acquisto e posa in opera delle schermature solari elencate nell’allegato M del decreto legislativo n. 311/2006 (fino a 60mila euro) Acquisto e installazione di impianti di climatizzazione invernale a biomasse(fino a 30mila euro);
  • Acquisto, installazione e messa in opera di sistemi di domotica, ossia multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda e climatizzazione nelle unità abitative. Questi dispositivi domotici devono: a) mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati; b) mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti; c) consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto.

CERTIFICATI BIANCHI

I certificati bianchi, anche noti come “Titoli di Efficienza Energetica” (TEE), sono titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi energetici negli usi finali di energia attraverso interventi e progetti di incremento di efficienza energetica. Il sistema dei certificati bianchi è stato introdotto nella legislazione italiana dai decreti ministeriali del 20 luglio 2004 e s.m.i. e prevede che i distributori di energia elettrica e di gas naturale raggiungano annualmente determinati obiettivi quantitativi di risparmio di energia primaria, espressi in Tonnellate Equivalenti di Petrolio risparmiate (TEP). Un certificato equivale al risparmio di una tonnellata equivalente di petrolio (TEP).

Le aziende distributrici di energia elettrica e gas possono assolvere al proprio obbligo realizzando progetti di efficienza energetica che diano diritto ai certificati bianchi oppure acquistando i TEE da altri soggetti sul mercato dei Titoli di Efficienza Energetica organizzato dal GME.

I Titoli di Efficienza Energetica sono uno strumento interessante per incentivare il fotovoltaico: per un impianto da 3 kW garantiscono circa 1.650 euro erogati in 5 anni. Ma i Certificati Bianchi sono alternativi alle altre forme di sostegno, come le detrazioni fiscali, e si possono usare solo per impianti sotto ai 20 kW di potenza. In realtà i CB si possono ottenere per tutte le forme di produzione da rinnovabili, anche sommate fra loro: per esempio un impianto solare termico insieme ad uno fotovoltaico. Finora, l’esistenza di altri incentivi più convenienti li ha raramente fatti scegliere per questo scopo, ma nell’attuale situazione post-conto energia del fotovoltaico anche i CB potrebbero diventare interessanti, in quanto in grado di far quasi dimezzare i costi di impianto, per i tanti che non godrebbero di altre incentivazioni.

CONTO TERMICO

Il Conto termico è un meccanismo di incentivazione, istituito con il Decreto ministeriale 28/12/12, che ha lo scopo di promuovere interventi tesi a migliorare l’efficienza energetica degli edifici già esistenti e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Tra questi: coibentazioni, sostituzione serramenti, installazione schermature solari, caldaie a condensazione, pompe di calore, stufe e camini a biomassa, impianti solari termici e solar cooling, scaldabagni a pompa di calore e ancora certificazione energetica e diagnosi.

L’ente che si occupa di erogare i fondi è il Gestore dei servizi elettrici (Gse), che il 9 aprile, dopo un periodo di consultazione, ha pubblicato il regolamento che disciplina le modalità di accesso agli incentivi.

l Conto termico mette sul piatto 200 milioni di euro per gli interventi realizzati o da realizzare dalle amministrazioni pubbliche e 700 milioni di euro per quelli realizzati dai privati (persone fisiche, condomini e soggetti titolari di reddito di impresa o di reddito agrario).

Come stabilito dalle regole applicative, le amministrazioni pubbliche potranno richiedere l’accesso agli incentivi per tutte le tipologie di intervento anche attraverso il ricorso ad un meccanismo di prenotazione. La richiesta, infatti, può essere effettuata anche per le misure ancora in cantiere.

I soggetti privati, invece, potranno accedere agli incentivi esclusivamente per gli interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e richiederne l’accesso solo successivamente alla realizzazione degli interventi previsti. Il contributo viene erogato in rate annuali uguali per 2 o 5 anni o in un’unica annualità, se il totale non supera i 600 euro.

NUOVO CONTO TERMICO 2016: QUALI NOVITÀ?

Sulla base della Legge di Stabilità 2016, sono state introdotte diverse e importanti novità in merito agli interventi agevolabili con il nuovo conto termico 2016 come ad esempio la semplificazione delle domande per accedere all’incentivo con l’obbligo da parte del gestore dei servizi energetici di formulare un elenco di prodotti soluzioni tecnologiche per potenze fino a 35 kw e 50 mq per i pannelli solari, che renderanno il riconoscimento degli incentivi in automatico. Inoltre sono stati confermati gli incentivi fino al 40% della spesa sugli interventi di isolamento termico delle superficie opache, sostituzione chiusure trasparenti e di impianti di climatizzazione invernale, pompe di calore, di scaldacqua, schermature e ombreggiature delle chiusure trasparenti e installazione di collettori solari. Interventi questi, che nella nuova bozza Conto termico 2016, prevedono una detrazione pari al 65% delle spese sostenute anche per lavori di trasformazione dell’edificio in un edificio a energia quasi a zero. Tra le spese agevolabili, al 100% per le PA e al 50% per imprese e privati, ci sono i costi per effettuare diagnosi energetica e APE.

I fondi concessi per il nuovo conto termico 2016, sono pari a 900 milioni di euro di cui 700 per le PA e 200 da dividere tra privati ed imprese, da distribuire nel corso di 2 a 5 anni.

COME E DOVE PRESENTARE DOMANDA CONTO TERMICO 2016?

Ai fini di riconoscimento del contributo pari al 40% delle spese sostenute per il miglioramento dell’efficienza termica degli edifici esistenti e per le nuove costruzioni, e per la produzione di energia con le fonti rinnovabili, le PA e le persone fisiche privati cittadini, imprese e condomini, devono presentare la domanda conto termico 2016 così come stabilito dal D.lgs. 28/11. Per cui, per accedere agli incentivi erogati dal GSE, occorre innanzitutto verificare il possesso dei requisiti tecnici e poi compilare la scheda-domanda presente sul sito GSE nella sezione modulistica.

COME PRESENTARE LA DOMANDA INCENTIVI CONTO TERMICO 2016?

Domanda conto termico 2016 per le PA, previste due procedure quali:

1)Accesso diretto: La PA, soggetto responsabile, deve presentare la richiesta al GSE compilando la “scheda-domanda” sul portale termico GSE dedicato entro 60 giorni dalla fine dei lavori, specificando il tipo di intervento per cui è richiesto l’incentivo, l’immobile agevolabile e la documentazione attestante la realizzazione dell’intervento scaricabile dal sito GSE in formato cartaceo od elettronico.

2)Prenotazione: la PA, soggetto responsabile può anche presentare la domanda incentivi al GSE, compilando la scheda-domanda a preventivo, e cioè prima che venga realizzato l’intervento per il quale richiede il contributo. In questo caso però, la PA deve procedere prima alla definizione del contratto di rendimento energetico stipulato con la ESCO, con la CONSIP, o con la centrale di acquisiti regionale e poi presentare entro 60 giorni dall’accettazione della prenotazione, una dichiarazione sostitutiva atto notorio che attesti la data di inizio lavori. Successivamente, entro 12 mesi dalla data di accettazione della prenotazione, la PA deve inoltrare la dichiarazione della fine dei lavoro. pena la decadenza della prenotazione e quindi del contributo spettante. Domanda conto termico 2016 privati, imprese e condomini: Le persone fisiche, privati, imprese e condominio possono accedere agli incentivi, utilizzando esclusivamente l’accesso diretto al contributo. Pertanto, il soggetto responsabile deve presentare la richiesta al GSE, compilando la scheda-domanda entro 60 giorni dalla fine dei lavori specificando il tipo di intervento effettuato e allegando la documentazione attestante le dichiarazioni rilasciate.